Gianluca Coli

GIACOMO COLI: RESPONSABILE DI UN’AREA STRATEGICA DI CANTINE COLI

Se qualcuno entra nello stabilimento di Cantine Coli il primo della famiglia che gli capita di incontrare è quasi sicuramente Gianluca Coli, fratello di Filippo Coli ( Filippo è più giovane di un paio d’anni rispetto a Gianluca). Non immaginatevi però di incontrarlo perché lo spazio è limitato, al contrario Cantine Coli è uno degli impianti per la vinificazione più spaziosi ed evoluti che potete trovare in Toscana. Lo incontrate certamente perché è il responsabile di un’area strategica dell’azienda: gestisce e sovrintende la fase di stoccaggio e tutta la linea di imbottigliamento.

Lo stabilimento è nel cuore della zona del Chianti Classico, nel comune di Tavarnelle val di Pesa, ha una superficie occupata coperta di oltre 9000 metri quadri. Per Gianluca Coli la zona operativa è lungo tutta la linea di produzione che si sviluppa poi in quella, nuovissima ed innovativa, dedicata all’imbottigliamento. Lungo questa nuova installazione possono arrivare a correre più di 7 milioni di bottiglie all’anno, che in questo mondo sono una cifra importante.

“Certo che lo stabilimento di oggi non è quello che ho incontrato quando sono entrato a lavorare. Abbiamo ed ho modificato un bel po’ di cose, sia nei locali di stoccaggio che sono arrivati ad una capienza di 100.000 hl, e poi nella linea di imbottigliamento, cosa di cui sono particolarmente orgoglioso” ci dice Gianluca Coli.

Vuol sapere dei miei studi? “ Beh, premetto che non sono esattamente un tipo da libro, mi è sempre stato più congeniale il fare, il lavoro pratico rispetto allo studio. Però il mio percorso all’Istituto Agrario di Firenze con tanto di diploma in tecnico agrario l’ho conseguito anche con ottimi voti. A cui ho successivamente aggiunto anche il diploma di esperto sommelier conseguito presso l’AIS ( Associazione Italiana Sommelier).

Devo anzi dire che ad Agraria mi ci sono trovato anche molto bene. Con tante materie pratiche che piacciono a me, le serre, gli innesti, le stalle, gli animali: insomma un bel percorso. Certo che ho conosciuto in quei cinque anni anche dei tipi veramente particolari, se ripenso alle cose che gli ho visto fare mi viene ancora da ridere ( ma è meglio lasciar perdere… aggiunge Gianluca Coli).

“Soprattutto nel biennio c’erano ragazzi ( ragazze poche) che non si capiva come fossero capitati in un Istituto Superiore come Agraria. Io in mezzo alla campagna ci sono nato e fino da piccolo con il babbo ho seguito tutto quello che c’era da fare. In fondo al percorso mi è sembrato di aver imparato tutto quanto mi poteva essere utile per entrare in azienda e così mi sono fermato e ho cominciato a lavorare.”

“Per quanto riguarda argomenti che poi si sono rivelati utili nel mio percorso successivo ricordo bene un professore che – al tempo – mi colpì con una frase che mi è rimasta impressa nella mente ..’ bisogna conoscere bene l’enologia per poterne fare a meno…”

“Al tempo i sembrò una di quelle frasi ad effetto che faticai a digerire, poi con il passare del tempo ho avuto modo di riconsiderare il ruolo dell’enologo e anche delle infatuazioni che spesso ho visto da parte di certi produttori per enologi che sono stati fatti diventare delle specie di guru, dei fenomeni …”

“Io sono convinto che il lavoro in cantina sia soprattutto quello di limitare al minimo gli interventi per far sì che il frutto possa esprimersi nel miglior modo possibile: devono bastare minimi interventi per fare un grande vino ( se si è lavorato bene in vigna).”

Questo è un punto di vista che Gianluca Coli condivide con tutta la squadra che oggi dirige Cantine Coli: Belinda Coli, Giacomo Coli e Filippo Coli. Insieme formano un gruppo affiatato che affronta i problemi collegialmente, trovando le soluzioni più idonee a mantenere alti gli standard qualitativi.

“Certo – ci tiene a precisare GianLuca Coli – che il progresso tecnologico si è fatto sentire soprattutto in questa parte dello stabilimento. La tecnologia, le macchine a controllo numerico ci hanno permesso di fare un enorme passo in avanti: arrivare a produrre 7 milioni di bottiglie all’anno diversificate per produzione non è uno scherzo. Questa rivoluzione tecnologica ci ha permesso di rendere efficienti alcuni passaggi che erano invece problematici. Qui davvero la tecnologia ci ha dato una grossa mano e noi di Cantine Coli siamo stati tra i primi ad accoglierla”.

Questa di Gianluca Coli, Belinda Coli, Giacomo Coli e Filippo Coli è una generazione di imprenditori che ha portato l’attività di famiglia ad aprirsi su nuovi orizzonti, facendola crescere prepotentemente non solo sul mercato interno, ma anche su importanti mercati esteri.

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